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Continuazione: Uijtdebroeks ha tagliato il traguardo della tappa 4 in ultimo, a 26'11" da Poga…
Opinione2 settimane fa
Cian Uijtdebroeks alla Vuelta a España 2026, tappa 4
Jim Cotton
Movistar ha condotto controlli cardiaci quotidiani su Uijtdebroeks durante il Tour de France — non per proteggerlo, ma per ottenere un via libera medico che giustificasse il mantenimento in corsa di un corridore con febbre a 40°C. Non è dovere di protezione; è gestione della responsabilità civile mascherata da medicina.
Il direttore sportivo della squadra ha citato pubblicamente una febbre di 37,3°C; Uijtdebroeks ha successivamente raccontato a Het Nieuwsblad che aveva raggiunto i 40°C. Gli esami cardiaci ospedalieri hanno confermato la funzione cardiaca, diventando la giustificazione di Movistar per proseguire — il loro ragionamento interno, secondo lo stesso Uijtdebroeks, si basava interamente su distacchi e profili di tappa: «Se perde solo poco tempo adesso… Allora è solo una questione di sopravvivere al Tourmalet e poi al giorno di riposo». È arrivato alla Vuelta a España 2026 non completamente recuperato, è caduto con una caviglia fratturata nella tappa 2 e ha terminato la tappa 4 ultimo. Il protocollo era reale; il giudizio non lo era.

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