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Continuazione: Pogačar abbandona la Vuelta a España 2026 a 32 km dal traguardo della tappa 8,…
OpinioneVueltasettimana scorsa
Matthew Brennan ha terminato decimo dopo una caduta di massa al chilometro finale, poi ha puntato il dito contro il gruppo: «Molti oggi pensavano di essere supereroi». A 21 anni, sta nominando un calcolo del rischio che altri velocisti di solito subiscono e lasciano perdere.
La frase di Brennan — «Sono disposto a rischiare un po', ma quando vedo gente felice di cadere pur di vincere, non mi sento a mio agio» — traccia una linea tra il pericolo accettabile e qualcosa più vicino alla sconsideratezza. L'ottava tappa ha avuto quattro cadute di massa separate, compresa quella che ha terminato la corsa di Pogačar a 33 km dall'arrivo, provocata da una grossa pietra al bordo della strada e non da alcuna mossa di un corridore. Quel dettaglio contraddice il bersaglio di Brennan: la peggiore caduta della giornata era infrastruttura, non aggressività, eppure la sua critica riguarda direttamente il comportamento dei corridori nel gruppo, non le strade che gli vengono date.

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